Internet: catalizzando coming out

La felicità la si può trovare anche negli attimi più tenebrosi, se solo uno si ricorda di accendere… il modem.

Almeno, per me (e credo molti di voi) fu così. La rete, per la precisione youtube, fu il primo ambiente gay-friendly che incontrai durante la mia adolescenza, nonchè la prima passata di Cif sullo specchio che ormai da anni cercavo di infangare.

Ricordo con tenerezza le prime volte che mi inoltrai nei meandri più favolosi della rete alla ricerca dei bloggers, vloggers e gamers arcobaleno, e le fitte di vergogna e disgusto nel riconoscersi in ciò che ancora vedevo come indecente, ma da cui continuavo inspiegabilmente a tornare. Parlavano di me. Parlavano di come non ci fosse nulla di male ad essere come me.

Per me, e per molti altri se si tiene in considerazione che l’età del coming out si sta riducendo sempre più (nei paesi occidentali), questo passaggio per il mondo virtuale fu fondamentale per sviluppare il giusto rapporto con me stesso e trovo che ci siano precise ragioni dietro questa capacità quasi terapeutica che esso ha sui giovani lgbt (e non).

Il fatto che le persone lgbt siano una minoranza relativamente esigua non fa che aumentare l’importanza di internet in favore dei giovani membri della nostra comunità. I volti della rete possono facilmente essere le prime voci che cantano una canzone diversa dal coro, e più di qualche confuso e spaventato teenager potrebbe cominciare a considerare che a stonare sia proprio quest’ultimo..

Completamente differente dai media più classici (il cui ruolo nella lotta contro la discriminazione non può comunque essere sottovalutato), internet non richiede molto più di un pc ai propri content creators, che costruiscono la propria audience quasi esclusivamente sulla propria personalità. Così, mentre può certo aiutare sapere che il cantante x sia trans o che l’attrice sia bisessuale, il rapporto che si instaura tra una web celebrity e il suo seguito è molto più intimo, personale e significativo, anche perchè si tratta di un rapporto tra persone che spesso possiedono esperienze, età e background culturale simili.

Un altro aspetto da non sottovalutare è la possibilità di accedere alla rete in maniera privata. Al cinema si va in compagnia e la TV troneggia in mezzo al salotto, monopolizzando l’attenzione di tutta la famiglia. Il mio smartphone, invece, è solo mio. Così come il mio account Youtube, Tumblr o Reddit. E’ roba mia. Fa quasi ridere pensare oggi a tutte le esagerate precauzioni che prendevo per nascondere i miei vari social ad amici e famiglia, ma il semplice fatto che potessi farlo era estremamente importante. La rete diviene un luogo sicuro dove cercare persone, informazioni o notizie a tematica lgbt senza doversi per forza confrontare con il giudizio altrui, e questa segretezza permette ai giovanissimi di muovere i primi passi esitanti verso un rapporto più sano con la propria identità iridata.

 

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