Rinvio, l’ennesimo.

Una notte non è bastata a cercare di disinnescare quella che ieri pomeriggio, dopo l’intervento del Senatore pentastellato Airola, è sembrata una bomba lanciata in un Palazzo Madama già saturo di polvere da sparo.

Sull’emendamento “canguro” a firma Marcucci, creato appositamente per evitare che l’ostruzionismo dei circa 6000 emendamenti leghisti (molti dei quali identici o diversi per una virgola, per una parola, per un numero) potesse dilatare eccessivamente i tempi di approvazione di una legge nient’affatto scontata in termini di numeri, M5S ha detto un chiaro e secco “NO”, mettendo in dubbio la stessa tenuta di quella maggioranza alternativa necessaria per l’approvazione di una legge che contenga anche la stepchild adoption. La giustificazione portata dai pentastellati è che la Lega Nord aveva già ridotto ampiamente il numero degli emendamenti proposti scendendo a circa 800, e che il “canguro” è una pratica antidemocratica che non rispetta la dignità della discussione in seno al parlamento, prima ancora che presentare forse qualche dubbio di compatibilità con il regolamento del Senato stesso.

Il capogruppo Zanda, i senatori del PD e i vertici Dem insorgono, rimproverando ai grillini un comportamento “da Prima Repubblica”, scaltramente e squisitamente politico (M5S fino a ieri pomeriggio non si era pronunciato sull’emendamento Marcucci). La seduta viene giustamente e prontamente sospesa, per evitare che si andasse a votare lo stesso canguro che a quel punto sarebbe stato sonoramente bocciato. I grillini fuori da Palazzo Madama vengono contestati dalle associazioni LGBT e piovono commenti sulle pagine dei principali esponenti del Movimento, accusati di tradimento per aver, in nome di una maggiore garanzia e legalità procedurale, messo in dubbio la stessa approvazione del DDL Cirinnà.

La notte, contrariamente alle preghiere di molti, non porta consiglio: stamane alle 9.30 i lavori riniziano, in un senato piuttosto teso. Il PD chiede la riunione dei capigruppo, così da stabilire un rinvio dell’esame della legge, nonostante la capogruppo M5S del Senato Catalfo abbia annunciato che i grillini sono assolutamente contrari ad un rinvio della legge in aula, volendo continuare immediatamente il dibattito e che si mantengono favorevoli all’impianto della legge, al suo contenuto e alla stepchild.

La capigruppo si riunisce e si va verso una sospensione dell’iter e della discussione di circa una settimana, di modo da verificare le opportune soluzioni e gli equilibri per poter approvare questo agognato disegno di legge. Tra le varie ipotesi possibili, al momento, sembra che le più accreditate siano una lunga discussione parlamentare della legge nelle prossime settimane, compatibilmente agli impegni già calendarizzati in Senato, per arrivare ad una approvazione con la maggioranza PD+SEL+M5S e quindi, presumibilmente, con anche la stepchild ovvero, seconda ipotesi, uno stralcio della stessa stepchild, per recuperare il favore dei centristi di Area Popolare, facendo dunque approvare la legge alla stessa maggioranza che sostiene l’attuale governo.

Chi vivrà vedrà, come cantava Rino Gaetano. I diritti, in Italia, hanno ancora da aspettare.

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