Silvana De Mari e la “lobby LGBT” che odia i Gay

A volte penso a quanto sia fortunato di essere nato in questo luogo e in questo momento. I paesi in cui rischierei la vita ad amare chi amo, ad essere chi sono, sono spaventosamente numerosi; e ancorà di più i contesti sociali in cui l’odio, il disgusto di amici e familiari (che tuttavia ho provato spesso sulla mia pelle) mi avrebbero portato con terribile facilità al suicidio. Quando considero che fino a pochi decenni fa anche l’occidente era uno di questi posti, sono sbalordito dalla caducità, la fragilità e la circostanzialità della libertà su cui fondo la mia stessa vita.
E’ per questo che bisogna rimanere vigili e non dare mai per scontata la nostra libertà, ed è per questo che quando vedo un post così manipolatore, falso e demonizzante non posso non tentare di disinnescarne le mistificazioni.

Silvana De Mari, scrittrice e chirurga cattolica notoriamente in lotta contro i diritti gay, parte in quarta sentenziando dal nulla che alla comunità LGBT non importa nulla degli omosessuali uccisi dall’estremismo islamico, e che quindi non si interesserebbe effettivamente del benessere delle persone LGBT. Ciò è semplicemente falso e la presa di quest’argomento dipende dal fatto che i lettori della De Mari (a questo punto non so se ci creda lei stessa) considerano i diritti LGBT come il risultato della mano una “lobby” iperpotente, che quindi limiterebbe le sue mire all’occidente. Tanto per essere chiari, cara Silvana: io faccio parte del movimento LGBT, ho 21 anni, nessun tipo di potere paranormale e giuro che anche i miei compagni di GayStatale sono Babbani (sigh). Se il movimento riesce ad ottenere qualcosa è solo grazie agli sforzi dei suoi membri, e soprattutto alla simpatia e l’appoggio dei molti esterni che non sono “indottrinati” o “succubi” ma semplicemente nostri amici, genitori, conoscenti e vicini di casa, che non vedono il motivo di combattere contro i nostri diritti.
Le persone hanno capacità di agire principalmente su ciò che è più prossimo, e non esiste una mano divina del movimento LGBT che dall’occidente si muova per salvare ogni gay in difficoltà. Mi piacerebbe che ci fosse, ma purtroppo no. Noi non siamo l’ONU, l’UE e neanche Hillary Clinton, malgrado ciò che scrivi. Siamo persone, non un “potere” e neanche una “lobby”, e per ora le nostre braccia possono fare ben poco per le persone che soffrono.

Secondo la prolifica fantasia della De Mari, tuttavia, il vero obbiettivo della “lobby Gay” sarebbe la distruzione del cristianesimo (è curioso come la condanna dell’omosessulità sia per alcuni il messaggio fondante della propria religione). Personalmente, da ateo, non vedo alcun male nella fine del cristianesimo, ma allo stesso tempo non verso certo ogni mia energia nel “distruggere” la chiesa, e di come le altre persone applicano gli insegnamenti della bibbia me ne frega relativamente poco. Il semplice numero di movimenti LGBT che abbracciano le varie interpretazioni del cristianesimo, poi, è rivelatore, e comprende sia il cattolicesimo (Progetto Gionata) che moltissime realtà protestanti. Esistono anche movimenti LGBT che abbracciano l’islam, in effetti. Siamo tanti, diversi e spesso in disaccordo tra noi, proprio come le persone etero e erganizzare insieme un progetto di dominio mondiale quando si è così (magnificamente) diversi mi pare abbastanza inverosimile, ma forse è solo che non scrivo tanti romanzi fantasy quanti ne scrive Silvana.
Ah, giusto. Torna anche l’intramontabile mito di Sodoma e, al solito, è semplicemente delirante come ho già spiegato in questo precedente articolo.

Subito dopo si inizia con le pie e sante lacrime di coccodrillo: Silvana cita la “persecuzione” del noto Don Massimiliano Pusceddu a causa della sua citazione di S.Paolo, ignorando il fatto che il passaggio proposto comprendeva la condanna a morte degli uomini che fanno sesso con altri uomini e che Don Pusceddu, ben lungi dal contestualizzare il testo, manifestò invece la propria approvazione. Se l’incitazione all’omicidio da parte di un’autorità religiosa davanti ad una platea deve rimanere impunita, allora non vedo come potremmo distinguerci dai vari regimi dittatoriali e autoritari che la nostra chirurga dice di combattere tanto.

Non contenta, la De Mari osa perfino invocare il supporto degli omosessuali stessi, dei quali sarebbe una paladina molto migliore rispetto a quella maledetta lobby che gode nel vederli buttare giù dai palazzi. Un consiglio: se vuoi il supporto di una persona, non chiamare “mostruosa” l’unica trasmissione che parla della sua vita privata. Non considerarti gentile e magnanima quando affermi che “la tolleri”. Non considerarti realista quando affermi che sguazza nella sifilide e nell’HIV. Non chiamarla pedofila, necrofila e coprofaga. Non difendere chi è favorevole al suo omicidio.
Giusto un consiglio. Tanti baci… Ah no, che poi ti attacco l’AIDS.

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