Traguardi

Quando decisi di scrivere un intervento su questo blog ero partita dall’idea che dovesse essere sulla mia vita vista da un armadio. Perché perlomeno è sempre stato lì che ho vissuto, fino a ieri. Un armadio parziale perché qualcuno lo sapeva, ma pur sempre un armadio, confortevole ed ampio, ma buio e gelido contemporaneamente. Sappiamo tutti che mentire a se stessi e alle persone a cui si vuole bene per anni è un dolore che ti mangia dentro perché, anche se sai che non puoi cambiare per quanto ti ostini, una parte di te si sente morire e l’altra invece lotta disperatamente per sopravvivere ed imporre la sua presenza pretendendo semplice felicità troppe volte negata da noi stessi prima ancora che dagli altri. Niente conta come la propria realizzazione nella vita e il sentirsi in pace con se stessi, questo deve avere la priorità su chiunque e su qualsiasi altra cosa. Ricercare poi supporto nella famiglia che ti ha cresciuto è sacrosanto ed è un atto di rispetto e dignità nei propri confronti. Io non lo avevo programmato, sinceramente se avessi dovuto giurarci pensavo che avrei fatto coming out ai miei genitori in una lettera dentro la loro bara per quanto questo possa suonare squallido o esageratamente drammatico, ma altre persone hanno fatto così , non sarei stata la prima né tantomeno l’ultima. Ma alla fine non puoi decidere o stabilire quando sia il momento opportuno , semplicemente ti trovi davanti ad una scelta: rigettare ancora in fondo a te stesso la tua natura ed ingoiare però ancora ingiustizie rimanendo nascosti o esporsi coraggiosamente, giungi ad un livello di saturazione tale che ti fa scoppiare come se quell’armadio, che mi ha anche indubbiamente protetto in certi momenti, si fosse improvvisamente ristretto di colpo, e non c’è più spazio per te perché gli scheletri si sono accumulati , ci sono solo dispiaceri ed anni e strati di paure, preoccupazioni, dolore, rabbia e desideri insoddisfatti, rinunce e menzogne.

La perenne sensazione che la vera me fosse qui dentro, da qualche parte. Le mie parole chiedono soddisfazione a questo punto, mi trascinano verso una nuova vita, mi inducono a rompere le catene di una morale mortificante, all’insegna della paura e della non competizione. Ma io non sono le mie parole, sono l’impulso alla base, un desiderio avvilito. E credo sia proprio questo l’errore. Pensare di essere nel giusto invece che crederci semplicemente con tutto il cuore. Tenersi sempre distante da qualsiasi cosa e rinunciare. Aspettare una liberazione invece che andare a prendersela lottando, aspettare il momento dopo, aspettare e aspettare ancora. Non si sa bene cosa. Che sia troppo tardi, forse. O un’altra vita. Non c’è un’altra vita. C’è ora, adesso.

Uscire fuori ti distrugge, non lo negherò, perché si è vulnerabili e fragili come neonati e vedi la persona che ti ha messo al mondo che ti sbatte alla porta perché ti schifa ma bisogna reagire anche se il cuore è a pezzi, un’altra volta, e devi ricomporlo ancora, assemblare tutti i pezzi di se stessi , riempire i vuoti, dimenticare, superare il passato, gettarlo alle spalle assieme ai ricordi, ripartire e rimettersi in pista più forti di prima perché mentire omettendo chi si è realmente e nascondersi è una lentissima ma inesorabile autodistruzione che nessuno di noi merita. Non si deve mai cedere a compromessi che riteniamo ingiusti. Si viene invasi, calpestati e devastati da tantissime persone nella vita, a noi succederà più spesso che agli altri purtroppo: si viene feriti senza pietà continuamente soprattutto quando ci si mostra scoperti ed inermi, autentici ed esposti. Le persone che amiamo ci danno le gioie più grandi ma anche le pene più atroci. Sta ad ognuno di noi quanta importanza dare loro e quanto mostrare di noi. Ho ancora paura, non è che il mio coming out mi abbia fatto entrare in una spirale di speranza e gioia , ho solo liberato un peso dall’anima. Ma ho sempre la sensazione che la vita mi stia scorrendo davanti e io la guardi dileguarsi senza fermarla. Bisogna bramare sempre a spiccare il volo nella direzione in cui il nostro cuore vuole portarci ma troppo spesso ci si blocca, si aspetta, ci si spaventa della vita come un uccellino a bordo del nido che vuole perdutamente librarsi in volo ma non sa come fare. Allo stesso tempo bisogna guardarsi dai mostri che si nascondono dietro a promesse, restare in guardia col cuore e lasciare solo a chi vogliamo, l’opportunità di spezzarlo. Ma nonostante le batoste, comunque trovo che bisogna amare sempre e senza fine. Prima o poi un amore riempirà le nostre vite e sarà una gioia inaspettata ma che potrà arrivare solo dopo molte fatiche. Ci vuole tempo prima che ogni pezzo trovi una sua armonia e si abbini ai nostri desideri perciò bisogna portare pazienza. Ma non sarà una delusione.

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